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17 Marzo 2011

L’Unità d’Italia ha il suo fondamento nell’unità dei lavoratori del nostro paese!

Con il voto parlamentare abbiamo, anche nel nostro paese, istituito una ricorrenza per il ricordo del nostro Risorgimento che ci ricorda  gli enormi sacrifici fatti da un pugno di patrioti e rivoluzionari italiani per costruire una casa comune per gli italiani.
Ci auguriamo perciò e con forza che nel giorno di tal ricorrenza , il 17 Marzo , tutti gli attori politici , economici e sociali della città si impegnino per far diventare “ veramente” questo giorno un occasione di riflessione per tutti.

Sarebbe assurdo cadere in una vuota retorica “ nazionalistica” ,ma bisogna far in modo che in questo difficile passaggio “storico” tutta la classe operaia e l’intero mondo del lavoro si sentano unita da radici e “ interessi “ comuni, è essenziale per poter costruire una prospettiva di futuro per la nostra repubblica.

Il Risorgimento è stato ed è oggetto di discussioni che rispecchiano le divisioni politiche che la nostra vita storica come “ paese unito  “ ha sempre avuto , per noi che siamo un sindacato di base è chiara la nostra netta vicinanza a ciò che alcuni patrioti chiamarono “ democrazia progressista e repubblicana “ , ma comunque la pensiamo è un evento fondante per tutti.

La polemica innescata da posizioni antistoriche ed egoistiche sull’unità d’Italia  , infatti nasconde soltanto pulsioni e desideri “ separatistici” e “poco “democratici  tipici di un certo nostro costume che dall’estero  ci hanno sempre rimproverato:
“ quando la barca non va , il popolo italiano si divide”

Su ciò andrebbe aperta un amplia e approfondita riflessione di carattere culturale , civile e storico per far in maniera che i vari corporativismi regionali e sociali , la crisi netta del nostro sistema produttivo , l’attacco “ barbarico” ai diritti sociali  non conducano  presto o tardi a una “ balcanizzazione del paese”.

In ciò l’idea di federalismo ( che non c’entra nulla con i propositi di un Cattaneo  o di un Pisacane , uomini e patrioti italiani ) diffuso e portato avanti da certe parti “ ricche” della società italiana è l’esatto contrario di ciò che avevano in mente gli uomini e le donne che “fecero l’Italia”.
A tal proposito vogliamo porgere a tutti tre gravi conseguenze che alcune spinte disgregatrici stanno già mettendo in atto nella società italiana:

. E’ di questi giorni la denuncia pubblica che moltissimi disoccupati , cassaintegrati e precari della Calabria non potranno usufruire della gratuità delle prestazioni del servizio sanitario regionale mentre in Lombardia succede l’esatto contrario . Ora è chiaro che le responsabilità politiche per lo sfascio del nostro servizio sanitario nazionale ci sono tutte e vanno perseguite , ma si pensa veramente di risolverle  dividendo  i lavoratori ( che ci sono gli unici che a pagare a  caro il prezzo della crisi economica ) , in base alle appartenenze regionali?
E’ naturale e normale che in un paese che si dice unito non vi sia uniformità di trattamento fiscale , esiste o no una sperequazione di trattamento nella suddivisione dei trasferimenti dallo stato alle regioni ?
La proposta federalista può prevedere che il funzionamento dei servizi essenziali sia carico della tasse locali con un aumento esponenziale del peso dell’Irpef ( tassa sul lavoro dipendente)  e con il taglio dei servizi sociali?
E’ normale che invece di creare le ragioni dell’unità in un mondo globalizzato e e integrato da un punto finanziario ed economico , la ricetta “federalista” sia mettere in competizione la Sicilia con la Lombardia ?
E’ possibile aumentare i centri di costo per lo stato da quelli centrali ( che già sono troppi ) con presunti centri federali ?
La proposta non ci riporta alla situazione che precedeva l’Unità d’Italia?
L’attacco senza precedenti all’istituto del contratto nazionale di lavoro non produce una distorsione della concorrenza tra forza lavoro facendo precipitare il nostro paese nella  stessa  situazione che ha portato all’enorme migrazione di milioni di contadini meridionali a Settentrione cominciata all’inizio del secolo passato?
Insomma il rispetto della giornata del 17 Marzo con un astensione generale   dal lavoro a Roma può aprire un nuovo “sentire “ tra tutti i lavoratori italiani  e indigeni contro le divisioni fallaci che “ irresponsabilmente ” e una situazione di crisi endemica si vogliono diffondere nelle nostre coscienze!
Vogliamo concludere ricordando a tutti quanto ci è costata la nostra unità nazionale con la pubblicazione di una lettera di un giovanissimo partigiano morto nel 1944 a soli 18 anni:

Giordano Cavestro (Mirko)
Di anni 18 - studente di scuola media - nato a Parma il 30 novembre 1925 -. Nel 1940 dà vita, di sua iniziativa, ad un bollettino antifascista attorno al quale si mobilitano numerosi militanti - dopo l'8 settembre 1943 lo stesso nucleo diventa centro organizzativo e propulsore delle prime attività partigiane nella zona di Parma -. Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma), nel corso di un rastrellamento operato da tedeschi e fascisti - tradotto nelle carceri di Parma -. Processato il 14 aprile 1944 dal Tribunale Militare di Parma - condannato a morte, quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio -. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma), in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Raimondo Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venusti.
Parma, 4-5-1944
Cari compagni, ora tocca a noi.                                                                
Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.                                                                                      
Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.                                                                      
Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.                              
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.                    
La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.        
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

 
 
     
     
 
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