Lettera aperta
Siamo venuti a conoscenza della possibilità di aperture dei centri commerciale e dei negozi nel giorno di commemorazione della Liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista : il 25 Aprile.
Pur rispettosi della sua piena "legittimità formale" non ne condividiamo la necessità e le finalità e la sostanza.
Per i lavoratori e l'intera società civile di Roma (medaglia d'oro alla Resistenza) il 25 Aprile è storicamente una giornata di riflessione e rimembranza collettiva sui tragici fatti che portarono il nostro paese nei giorni bui della dittatura fascista ,allo scioglimento delle libere organizzazioni sindacali, all'abolizione delle libertà sindacali e politiche , della libertà di stampa e di opinione , alle persecuzioni razziali e religiose contro la minoranza ebraica e rom e dei "diversi".
Vogliamo ricordare che il 25 Aprile è e rimane l'atto costitutivo e materiale con cui si è rifondata l'Italia dopo la tragica e devastante avventura bellica della dittatura fascista e ha lo stesso valore morale ed etico del 14 Luglio in Francia : è un giorno festivo dedicato all'esaltazione della libertà , dell'eguaglianza e della fratellanza tra tutti gli esseri umani.
L'input di aperture liberalizzate che proviene dalla nuova giunta ci pare anche "discutibile" anche da un punto di vista di politica economica generale , difatti si continua ripercorrere una strada di "liberismo" che non porterà frutti apprezzabili per la ripresa dei consumi nella nostra città.
Come tutti ben sappiamo la delibera "sulla liberalizzazione " domenicali ha fatto nascere perplessità anche in parte delle organizzazioni padronali del Commercio come la Confesercenti (i piccoli e i medi esercizi) che ha ribadito che il provvedimento avrò un effetto positivo per le grandi catene e per "i ricchi" commercianti del centro storico non certamente per la stragrande maggioranza degli operatori del settore.
Insomma una strada che secondo il nostro modesto parere peggiora le condizioni di vita dei lavoratori e non aiuta a rilanciare i "consumi" nella nostra città .
Di ben altre politiche "redistributive"e di "aumenti generali dei salari " avremmo bisogno per combattere a fondo la crisi economica , ma queste purtroppo non state praticate da nessun governo negli ultimi 20 anni.
Per quanto sopraesposto , fermo restando "la volontarietà della prestazione lavorativa " nelle festività per tutti i lavoratori , ci auguriamo un riflessione più attenta e ponderata sull'accadimento e ci rammarichiamo che le altre sigle sindacali abbiamo dato l'assenso a tale provvedimento senza la necessaria consultazione dei diretti interessati; i lavoratori.
Roma 20-04-09
La Segreteria Provinciale della Flaica-Cub Roma