FA PIU' VITTIME IL LAVORO CHE TUTTE LE CRIMINALITA' ORGANIZZATE MESSE INSIEME....
Triste record europeo, anche quest'anno, sulle morti sul lavoro.
1200 persone decedute, migliaia di mutilati ed invalidi permanenti, e gli infortuni conteggiati sono solo quelli denunciati entro i tre giorni dall' incidente altrimenti non è statisticamente considerato tale....
Ormai i morti ammazzati dalla crimalità, dalle mafie, sono un numero trascurabile rispetto ai morti degli infortuni sul lavoro.
Anche considerando i morti nei vari contingenti Italiani all'estero in scenari di guerra, (perchè pace armata imposta con militari armati significa guerra...) non si arriva neanche lontanamente al rischio corso dall'andare a lavorare in un cantiere o alle malattie professionali di chi lavora in magazzino o in fabbrica.
Ovviamente con la differenza che se muori in afghanistan, di distacco prendi dai (12.000 ai 23.000 euro mese.....) ti fanno il funerale tipo ' eroe della patria'' mentre se muori in cantiere (per 900 o 1200 euro se si và bene) bisogna far colletta tra i colleghi e il funerale lo fai con la disperazione della famiglia lasciata a se stessa.
L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.............anche il profitto dei padroni e fondato sul lavoro....degli altri.
Il mondo è fondato sul profitto, in italia non avviene da meno, anche nei periodi di crisi bisogna che i padroni mantengano un profitto consistente e per far questo aumentano i ritmi, evitano di ''perder tempo'' con la sicurezza, ricattano i lavoratori con richieste impossibili, aumenta lo stress, e quindi gli incidenti sul posto di lavoro e anche per recarsi al lavoro...
Bisogna interrompere questo ciclo vizioso in cui bisogna correre, correre,correre - produrre produrre produrre per essere competitivi sennò ci licenziano, sennò siamo tagliati fuori, sennò sennò sennò.......
Il rapporto di lavoro subordinato non ha rischio d'impresa, non aumenta se l'azienda guadagna, non divide le cedole azionarie con i dipendenti....è solo vendita di forza lavoro in cambio di salario.
Già far capire questo ai nostri colleghi di lavoro significherebbe iniziare a smettere di correre e iniziare a lavorare con ritmi più umani, solo con questo atteggiamento diminuirebbero di 1/3 gli incidenti dovuti alla fretta ed allo stress.
Alleghiamo un vademecum sui passi da fare invece, nel caso di infortunio sul lavoro, una piccola guida pratica per chi ha subito infortuni, un piccolo aiuto utile invece dei mille proclami inconcludenti di politici in passerella.