
Rinnovo del CCNL del commercio:
...non c’è fine al peggio !!!
Conquistati gli obiettivi della piattaforma…..dei padroni !!!
Il rinnovo del contratto del commercio firmato solo da Cisl e Uil si muove nella logica di un progressivo deterioramento dei diritti e del salario, che evolve ormai da molti anni. Ora stiamo assistendo, sulla base del modello introdotto alla Fiat, ad una drastica accelerazione di tutto ciò, che avanza a colpi di deroghe contrattuali. Il sindacalismo tradizionale passa dal modello concertativo egemone fino a qualche anno fa (cgil-patto dei produttori), che sosteneva le ragioni dei padroni in cambio delle briciole, all’attuale modello collaborazionista in cui il sindacato sposa in toto ragioni ,esigenze e proposte del padrone diventandone il portavoce tra i lavoratori.
Si abbassa spaventosamente il livello dei salari e dei diritti in un settore dove mediamente si guadagna circa 700 euro al mese, dove le donne sono costrette a fare orari impossibili, dove chi lavora nelle filiali delle grandi multinazionali della distribuzione opera con pressioni che non hanno nulla da invidiare ai reparti di confino,dove impera il lavoro nero ed illegale!!
Il salario: si parte da un offensiva elemosina di € 10 mensili lorde per il IV livello, in relazione alla finestra temporale 01/01/2011 – 01/11/2011 (€ 9 al V liv. e € 8 al VI liv.); nel complesso lo stipendio di un lavoratore al IV livello viene aumentato della cifra miserabile di € 40 medi lordi
per ciascun mese di validità del contratto, che diventano € 86 (€ 69 al V liv. e € 59 al VI) a fine 2013.
La malattia viene tagliata, riducendo la copertura al 100% per soli 2 eventi annuali, 50% per altri 2 e poi basta!! Ovviamente ciò avviene per evitare che il lavoratore abusi di questa tutela!!!
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Lavoro domenicale e festivo. Il lavoro domenicale obbligatorio viene aumentato di altre 8 domeniche o festivi …chissà forse riusciremo a costringere i lavoratori del commercio a recarsi in azienda anche il giorno di Natale e di Pasqua, oltre che il 1 maggio!
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Contratto integrativo: la contrattazione di secondo livello viene di fatto eliminata con la cancellazione delle materie sulle quali si può contrattare. E’ stata prevista infatti la deroga al CCNL in alcuni casi come crisi, sviluppo occupazionale, nuove attività, rilancio, ristrutturazione,emersione del lavoro sommerso. Si introduce un elemento di garanzia di €100 ( una tantum) che sostituisce la contrattazione integrativa per piccole aziende e che sembra possa sostituire anche quella territoriale. Di fatto viene decretata la morte della contrattazione integrativa!!
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Contratto nazionale: La durata del contratto slitta da due a tre anni, con quel che ne consegue in termini di ulteriore perdita del salario reale nei confronti dell’inflazione. Viene inoltre allungato il periodo di fermo biologico (divieto di iniziative di lotta) dopo la presentazione della piattaforma ( da 4 a 7 mesi). Viene prevista la deroga al CCNL in alcuni casi come crisi, sviluppo occupazionale, nuove attività, rilancio, ristrutturazione, emersione del lavoro sommerso.
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Enti bilaterali: vengono aumentati i contributi che le aziende dovranno versare agli Enti Bilaterali, (da 0,10 a 0,30 % paga base e contingenza x 14 mensilità...!).Le responsabilità dell'Ente vengono incrementate ed i compiti svolti da esso andranno inoltre a sostituire una parte di quelli portati avanti dall'Ufficio Provinciale del Lavoro per quanto riguarda arbitrato, licenziamenti individuali, transazioni e certificazione di accordi.
Servizio sanitario : il contributo obbligatorio a carico del lavoratore viene aumentato di due euro.
Questo accordo, disastroso per i lavoratori ed assolutamente favoloso per i padroni .... talmente filo aziendalista che persino la concertativa e disponibile Filcams-Cgil si è rifiutata per il momento di firmarlo, va respinto! Bisogna creare le condizioni per rilanciare la mobilitazione, per conquistare un contratto che non sia, come quello appena sottoscritto, la completa acquisizione delle pretese dei padroni ....ma che sia degno di questo nome.