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- Strage di auto blu ?

- Rottamazione di Province, Comuni e Parlamentari ?

- Mani in tasca ai Miliardari ?

- Minacce di tassare Vaticano e Parrocchie ?

 

 

 

Tutte chiacchiere per farci fessi !

Il conto l’hanno già inviato a casa nostra !


- Aumento della benzina,- Aumento delle tariffe e dei generi di prima necessità,- Tassa sui malati - Altro colpo alle pensioni delle lavoratrici.

Ma il colpaccio l’hanno fatto con la libertà di licenziamento.

Cosa c’entra la libertà di licenziamento in una manovra per la riduzione del debito dello stato ?   Niente !
Vogliono vanificare i sacrifici dei lavoratori gettandoli nella precarietà, azzerando il contratto a tempo indeterminato.

La doppia manovra finanziaria è un atto di guerra contro tutti i lavoratori e le lavoratrici. Lo è in particolar modo per chi lavora nel commercio !

Uno dei punti della parte agostana della manovra, infatti, è la liberalizzazione TOTALE degli orari di apertura. Misura fortemente voluta dalla ministra Brambilla, che a Luglio aveva ottenuto questa misura per le città d'arte, ad agosto per tutti i comuni. Dietro alla retorica delle città disponibili per residenti e turisti, non è difficile scoprire l'azione della potente lobby della Grande Distribuzione privata. La federazione presieduta da Cobolli Gigli da anni ormai richiedeva una misura di questo genere. Il loro modello è chiaro: apertura 24 ore su 24 per tutto l'anno, feste e domeniche incluse; nessuno straordinario ma solo “normali” orari lavorativi a qualsiasi ora del giorno e della notte. L'approvazione della finanziaria per quanto riguarda gli Ipermercati avrà come conseguenze:nessun limite alle aperture domenicali;nessun limite alle aperture festive, comprese Pasqua, Natale e Ferragosto;nessun limite all'orario massimo di apertura, che oggi è di 13 ore. Nessun limite quindi agli orari notturni, oltre l'attuale limite delle ore 22.Non migliorerà il servizio ai consumatori. La “torta” dei consumi è sempre la stessa, specie in fase di crisi. La liberalizzazione degli orari non determina nuovi consumi, ma trasferisce solo qualche fetta di torta dal piatto dei più deboli a quello dei più forti, favorendo la sola grande Distribuzione. A ciò si aggiunge la vergognosa abolizione delle festività civili del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, oltre a quella religiosa del Santo Patrono.

 

UNA RAGIONE IN PIU' PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI PER SCIOPERARE IL 6 DI SETTEMBRE E DI FARLO CON LA CUB, L'UNICA ORGANIZZAZIONE CHE IN QUESTI ANNI SI E' COERENTEMENTE BATTUTA IN DIFESA DEI DIRITTI DI TUTTI E TUTTE LE DIPENDENTI DEL COMMERCIO-TURISMO- SERVIZI.

 

CORTEO DI ROMA,  Largo Corrado Ricci (Fori Imperiali, Ang.via Cavour), ore 9,30

 

 

vol sciopero 6 settembre 2011 mod x vol manifestazione cgil.doc

 
 
     
     
 
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