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Buona partecipazione allo sciopero, promosso con un manifesto tradotto in cinque lingue, e alle circa 30 manifestazioni/presidi indetti dal sindacalismo di base nelle più importanti città italiane.


15 maggio, sciopero generale di CUB, USI e ALCobas


Tra le rivendicazioni stop ai licenziamenti, mantenimento dell'occupazione attraverso la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, continuità del reddito, forti aumenti salariali e pensionistici, creazioni di nuovi posti di lavoro con investimenti in fonti energetiche rinnovabili e messa in sicurezza degli edifici, diritto all'uscita dai fondi pensione e tolleranza zero per gli omicidi sul lavoro.



Venerdì 15 maggio i lavoratori e i pensionati della Confederazione Unitaria di Base, insieme all'Unione Sindacale Italiana (USI-AIT) e all'Associazione Lavoratori Cobas (ALCobas), con la partecipazione di decine di migliaia di persone ai cortei in tutta Italia, hanno attraversato le strade e le piazze delle più importanti città, in Lombardia con addirittura due cortei a Milano e Gallarate, oltre che, tra le principali, Roma, Torino e Pomigliano d'Arco.

L'adesione da parte dei lavoratori è stata consistente e ha interessato i lavoratori dell'industria, del commercio e dei servizi, della sanità, della scuola, delle poste, del pubblico impiego e del trasporto pubblico.

Un buon risultato nonostante l'espresso divieto, deciso della commissione (di garanzia??!) ormai da considerare come la commissione contro il diritto di sciopero, per i lavoratori aeroportuali e delle FFSS.

Gli obiettivi dello sciopero sono la difesa di lavoratori, pensionati e precari dalle conseguenze negative della crisi prodotte dall'assenza di valide politiche economiche da parte del Governo, impedendo che all'uscita dalla crisi stessa bancarottieri, Governo e padroni riprendano la politica che l'ha determinata.
 
Questo appuntamento rappresenta il nuovo avvio di una fase di lotte e manifestazioni che proseguirà nei prossimi mesi.

Milano 15 5 2009

 
 
     
     
 
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